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Page:Scienza d’Arme (Salvator Fabris) 1606.pdf/110

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all’hora lei ferirebbe sotto il braccio ouero di sopra di esso pugnale con auanzarsi pure in giro uerso quella parte affine di allontanarsi dalla uista nimica, & per potere meglio ferire, & perche anco se il nimico si auicinasse alle distanze non facesse niente. In questa guardia se si trouano le punte delle armi aperte si fanno assai non buoni colpi nel meggio con diuerse occasioni, & se serrate si trauaglia il pugnale, mà non si dee, mai uoltare la mano, ne abbassare molto la punta, ne si dee condetta guardia fare chiamate ne stare fermo, mà si hà da auicinarsi sempre in giro, in modo che si resti in una istessa presenza di corpo con andare pian piano nelo auicinarsi, & risoluersi con celerità, & alcune uolte parera col forte della spada, & scorrera col pugnale, lasciandolo alla nimica, & andera con gran forza à ferire, laquale guardia è assai buona, se bene laboriosa, mà è neccessario conoscere li termini. 64.

LA FIGVRA, CHE SEGVE E NON MENO VNA TERZA ANcor lei mà poco essercittata, se ben conosciuta da qualch’ uno, laquale si forma co’i piedi gionti col corpo curuato, & con l’ armi aperte, col pugnale alto cos ì bene come la spada, laquale spada si tiene alta acciò il nimico non la possa hauere, & il detto pugnale così alto, & anco ritirato, acciò non possa essere trauagliato dalla spada nimica, mà lo stare con l’ armi aperte è perche il detto nimico non habbia se non quel meggio da ferire, & li piedi gionti non per altro, se non perche uuole formare, come, un centro di se stesso, & che ’l nimico sia la circonferenza, ilquale centro uolta più la prospettiua con un picciolo moto, come si sà, che