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Page:Scienza d’Arme (Salvator Fabris) 1606.pdf/141

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mente esso non, hà potuto parare, mà hà conuenuto cedere à uiua forza alla spada laquale è andata quasi come ad’ urtarlo, & quello angolo, che la mano forma nella detta quarta guardia hà portata la punta à ferire nella sinistra spalla nimica. si come anco può essere, che ’l ferittore si trouasse con la punta in contro il pugno dell’ auerso pugnale, come si è detto, & che mouendolo perla parte di fuori, il ferito habbia portato il suo in quella parte alzandolo in fuori per coprirsi, & che ’l ferittore in quello picciolo moto di esso nimico pugnale habbia cauato per disopra la punta, & fatta cotale ferita. 94.

VNA FERITA DI TERZA SOTTO LA SPADA SARA QVELLA che segue, è seguità, perche trouandosi questo, che hà ferito in terza col piedo sinistro inanzi, & il nimico in quarta con la punta di dentro dall’ auerso pugnale, & tanto stretto nella misura che la punta della sua spada è uenuta à penetrare il detto nimico pugnale, & perciò il detto ferittore hà in quello stesso tempo appoggiato il suo pugnale alla nimica, & scorrendoli con esso il filo è passato col destro piede, & abbassando il corpo inanzi hà fatto la detta ferita nel meggio dell’ armi, mà tanto bassa, che l’ altro non hà potuto fare effetto di diffesa, colto similmente improuiso nel tempo del moro del piede. Può anco non altrimenti essere, che questo tale ferittore quando era in guardia habbia mossa la punta della spada allargandola infuori, laquale per auentura douea essere angolata alo insù & il ferito glie l’ habbia uoluta serrare con la quarta portandosi inanzi con il piede, & che perciò il detto ferittore quale era fermo pigliando quel tempo habbia abbassata la punta che ’l ferito