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Page:Scienza d’Arme (Salvator Fabris) 1606.pdf/24

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QVALE SIA FINTA,PÈRCHE COSI SI CHIAMI, Et in quale modo, & tempo sia buono usarla. Cap. 13.

FINTA E QVELLA QVANDO SI MOSTRA DI FERIRE in una parte, & si ferisce nell’altra nel tempo che l’nimico uuole diffendersi, però è necessario sapere quali siano buone, & quali nò, perche qualch’ uno fa le finte più con li piedi che con la spada percuottendo la terra quanto che può affine di spauentare il nimico, & nel tempo che egli si intimorisse, ferirlo, questo alcune uolte fortisse nelle sale, & particolarmente oue il fuolo è fatto di tauole, che cagiona rimbombo, & da questo procede, che alcuna uolta l’altro dubbita, mà sopia il terreno, che non fà strepitto non riesse simile effetto, & anco contra i scienti di quest’ arte poco, ò niente uale tanto in un luogo quanto nell’altro, perche se tale battuta è fatta in lontana distanza non si ha da dubbitara, atteso la nimica non può ariuare, & se bene anco è fatta in misura, e piu presto tempo, che si può ferire lui in quello punto medesimo per il scoperto, ouero mostrare di ferire in quello, & ferire nell’altro, che farà uolendo diffendersi, perche non si può mai diffendere una parte, che non sene discuopra un’altra, & così quello, che haurà battuto col piede in terra farà restato ingannato per non esserfi aueduto, che uolendo prouocare il nimico à fare tempo esso proprio l’hà fatto al nimico, ilquale essendo fermo poteua meglio giudicare l’operationi che non poteua esso, che era in moto, & quindi auiene, che le finte riescono più fatte quando l’auerssario si moue che quando che stà fermo; Altri fa la finta col corpo, & con la spada mà non si slonga molto inanzi accioche il nimico non la troui nel parare per potere poi ferire detto nimico quando l’armi saranno cadute, ouero quando le rileuarà con furia per non hauere trouata la nimica, questa raggione riesce quando si hà da fare con persona timida, ouero non intendente, perche non uenendo la spada inanzi si fà che non può ferire, & perciò l’huomo non si dee mouere se non per offendere in quel tempo che l’altro finge, ouero dee mostrare di uolerlo ferire perche dubbitando esso nimico, che si sia preso il tempo si precipittarà alla diffesà, oue si haurà comodità grande di ferirlo, & questo sarà ferire di contra finta, perche quello, che primo haurà finto sarà restaro ingannato. Altri uiè ancora, che fingendo porta la spada inanzi, & quando il nimico uuole parare la ritira indictro per ritornarla con un slancio inanzi, ne anco questo modo è buono anzi è peggiore dell’altro perche non douendo fare la spada se non un solo moto, ne uiene à fare così tre l’uno contrario dell’altro, il primo portando la spada inanzi, il secondo ritirandola, & il terzo maggiore ditutti rilanciandola inanzi per uolere ferire, & non s’auede che l’suo moto è tanto tardo che se il nimico fs mouerà nel primo moto della finta, che ferirà inanzi che la spada dichi hà finto habbia finito di ritirarsi, & salua rassi comodamente prima che possa tornare à ferire; Mà uolendo che la finta riesca bisogna auanzare la spada in modo, che quando il nimico la lasciasse penetrare tanto, che si conoscesse il forte essere gionto così inanzi, che si potesse resistere all’armi nimiche prima, che esso si fosse aconcio à parare bisognarebbe seguire il camino in cominciato che il nimico non potrebbe deuiare la spada, laquale lo ferirebbe irreparabilmente, & se nel farli la finta egli si mouesse in tempo à parare farebbe all’hora necessario di mutare effetto, & indetta mutatione continouare sempre con la punta inanzi sino al corpo nimico per ariuare prima che sia finito il moto del parare, & questo è il uero modo di fingere, douendosi